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Buon compleanno all’Alzheimer Café di Humanitas Gavazzeni

AlzheimerCafe

Tanti auguri all’Alzheimer Café di Humanitas Gavazzeni che, quest’anno, celebra il suo 12°compleanno.

L’Alzheimer Café è un pomeriggio di sollievo per un numero ristretto di pazienti affetti da Alzheimer e per le loro famiglie. Avviato nel giugno 2010 a Villa Elios presso Humanitas Gavazzeni, dal 2021, prosegue negli spazi della vicina Casa del Giovane, a Bergamo.

Il progetto Alzheimer Café, nato nel 1997 da uno studio dello psicogeriatra olandese Bere Miesen, aveva l’obiettivo di rendere manifesta una malattia allora, e in parte anche oggi, considerata un tabù, attraverso l’informazione sulla demenza e il racconto condiviso dei problemi e delle esperienze dei malati e delle loro famiglie. Dall’Olanda, il progetto si diffuse poi nel resto d’Europa, arrivando in tanti ospedali tra cui il nostro.

Negli anni, i pazienti, insieme a un loro familiare, hanno partecipato e partecipano a questi pomeriggi  speciali dove centrale è il momento conviviale, “bere il caffè insieme” (da qui il nome del progetto), che permette di dare la cadenza e il ritmo familiare di un ritrovo.

Per la persona affetta dalla malattia, la partecipazione all’Alzheimer Café offre la possibilità di ricreare relazioni sociali con persone di cui potersi fidare perché in grado di capire il problema, scoprendo nuovamente la positività di stare insieme ad altri, essendo stimolati a conversare, a raccontarsi e a provare nuove modalità di comunicazione, sempre rispettando le proprie capacità, desideri e abilità.

Per il familiare è molto importante poter parlare con esperti e competenti da cui ricevere indicazioni su come comportarsi, sulle possibili forme di assistenza e sul significato della malattia; di fatto nell’Alzheimer Café il familiare ha la possibilità di conoscere nuovamente il proprio parente.

Dal punto di vista medico-scientifico, l’approccio più moderno nella gestione della Demenza non è soltanto la continua e laboriosa ricerca scientifica del possibile trattamento farmacologico oltre che eziologico, ma si caratterizza anche per un approccio multi-integrato dove il ruolo del familiare – caregiver rappresenta un punto di forza nella reale gestione della patologia. L’evoluzione severa della malattia richiede infatti un aiuto non solo di tipo medico.

L’augurio è che questo progetto –che sta assumendo anche connotati di tipo scientifico con protocolli mirati allo studio della qualità della vita sia dei pazienti che dei familiari- possa divenire uno strumento di valido aiuto per questi pazienti che vivono una malattia che annulla completamente la loro persona.

Un grazie a tutti coloro che rendono possibile l’Alzheimer Cafè in Humanitas Gavazzeni:

L’Unità operativa di Neurologia di Humanitas Gavazzeni diretta dalla dottoressa Paola Merlo con la sua équipe; i volontari della Fondazione Insieme per Humanitas con il coordinamento del segretario generale Maria Bellati e la referente di Bergamo Maura Gavazzeni; Raquel Taddeucci, referente degli psicologi, coadiuvata da Andrea Algeri.

Buon compleanno!